Il sindaco di Cervia Mattia Missiroli ha ritirato le sue dimissioni.
Il primo cittadino ha spiegato la sua posizione in una lunga nota: «Il 21 dicembre scorso è stata resa pubblica la notizia dell’esistenza di indagini a mio carico da parte della Procura della Repubblica di Ravenna. Prima ancora di essere ascoltato, prima ancora di poter prendere visione di qualsiasi atto, la mia persona, la mia famiglia e la città che rappresento sono state travolte da un attacco di inaudita violenza, culminato in una gogna mediatica senza precedenti, tanto più grave perché maturata in una fase che, per legge e per garanzia dei diritti fondamentali, dovrebbe essere improntata alla riservatezza. In questo contesto, il 5 gennaio ho rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco, già annunciate in Consiglio comunale il 23 dicembre. Una scelta sofferta, assunta esclusivamente nell’interesse della città di Cervia e per la tutela della mia famiglia e dei miei figli, anch’essi colpiti, per riflesso, da una violenza che allora come oggi considero inaccettabile sotto ogni profilo. I venti giorni previsti dalla legge per l’eventuale ritiro delle dimissioni hanno rappresentato l’unica condizione di questa decisione: diversamente, non l’avrei mai assunta”.
“Respingo ogni addebito”
Continua il sindaco: “Ho sempre affermato – e ribadisco con assoluta fermezza – che le indagini rappresentano un atto dovuto per l’accertamento della verità e costituiscono la più alta forma di tutela dell’interesse collettivo, soprattutto di fronte ad accuse di tale gravità, indipendentemente dalla loro natura, privata o pubblica. Sin dal primo momento respingo ogni addebito, rivendicando una condotta personale e pubblica improntata alla dedizione verso il prossimo, all’impegno civile e sociale, frutto di un’educazione responsabile e di un modo limpido di vivere la mia comunità. Il quadro attuale restituisce oggi elementi significativamente più chiari rispetto a quanto fosse possibile venti giorni fa: il doppio rigetto delle misure cautelari richieste, il riconoscimento di una comunione familiare cessata da anni e l’affermazione dell’assenza, anche sul piano della gravità indiziaria, dei presupposti riconducibili al capo di imputazione contestato, per carenza di valore oggettivo degli elementi addotti”.
“Proseguo con determinazione”
Missiroli arriva al punto chiave: “È proprio alla luce di questi sviluppi che il mio senso di responsabilità, unito alla coerenza che il ruolo istituzionale mi impone, mi conduce oggi a proseguire con determinazione il mio mandato. Ritiro pertanto le dimissioni, richiamando il giuramento prestato, da me come da tutti i membri della Giunta e del Consiglio comunale, con la mano poggiata sulla Costituzione della Repubblica. La stessa Costituzione che sancisce in modo chiaro e inequivocabile il principio di presunzione di non colpevolezza, pilastro della giurisprudenza moderna. Ogni forma di tortura, anche mediatica, inflitta prima di una sentenza definitiva, non è giustizia: è violenza arbitraria, che trasforma il dolore in un falso strumento di verità”.
“Ho predisposto 116 querele”
Il sindaco annuncia una serie di querele: “Per tutelare me stesso e la mia famiglia da questa ingiusta vessazione, ho predisposto 116 querele per diffamazione aggravata a mezzo social network e altro, che presenterò nei prossimi giorni alle Autorità competenti. Il fatto che tali attacchi siano stati rivolti a un rappresentante delle Istituzioni democratiche costituisce, in questo scenario, un’ulteriore aggravante. Alle associazioni impegnate nella tutela delle donne e nel contrasto a ogni forma di violenza di genere ribadisco la mia piena vicinanza personale e istituzionale, da sempre concretamente dimostrata attraverso azioni, progetti e politiche attive, oltre che con iniziative di sensibilizzazione. Continuerò a essere al vostro fianco con la stessa serenità e le stesse certezze.
A chi tenta di speculare politicamente su questa vicenda rispondo con chiarezza: la città di Cervia non è in svendita, men che meno il suo sindaco”. Oggi, come un anno e mezzo fa, antepongo l’interesse della città che amo a ogni altra considerazione. Sono certo che l’intero Consiglio comunale, e in particolare la maggioranza di governo, saprà distinguere le pressioni esterne – ingiustificate – dall’impegno assunto con i cittadini nelle elezioni amministrative del 2024. Ogni scelta diversa sarebbe solo il risultato di una pressione psicologica indotta e aprirebbe un precedente pericoloso per i normali processi di legittimazione democratica”.
Conclude la nota: “ Rinunciare al mandato significherebbe condannare Cervia a un commissariamento e a elezioni anticipate, con fratture e tensioni che la città non può permettersi, soprattutto dopo anni difficili dai quali stiamo uscendo con fatica, visione e determinazione. Il sistema economico, in particolare il comparto turistico, ha bisogno di stabilità e programmazione. La città deve completare i cantieri in corso, portare a termine i progetti avviati e consolidare le prospettive di rilancio. In questi giorni ho ricevuto centinaia di attestazioni di affetto e vicinanza, ma anche richiami al mio senso di responsabilità. Oggi affermo con forza che non sarò io a venire meno al dovere, all’impegno e alla parola data alla mia città. È una questione di dignità. Organizzerò a breve una iniziativa pubblica, per fare il punto sullo stato attuale della città e riprendere con pienezza il lavoro dopo la pausa natalizia. Ringrazio i consiglieri comunali, i collaboratori, la struttura amministrativa, il mondo associativo, il sistema delle imprese, le forze dell’ordine e l’intera società civile di Cervia per la maturità dimostrata in questo momento delicato. Comunico di aver formalmente istruito al protocollo il ritiro delle mie dimissioni che presenterò in un Consiglio comunale che convocherò nella giornata odierna. Continuiamo a lavorare per far crescere Cervia, esattamente come prima, esattamente come merita”.